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Strega

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  Lavoro a maglia, tisana calda, gatto sulle gambe.Oggi sono il prototipo della nonnina. Giornata lenta in cui ogni azione mi risulta noiosa. Al risveglio la frustrazione dell’infrangersi dei miei piani, pieni di ‘devo fare’ , contro la mollezza e il pensiero sfuggente. Proprio ieri una amica,parlando a sua mamma che è sempre in movimento, ha detto “certo...siamo abituati a valutarci per quello che facciamo e non per quello che siamo”. Mi conosco e so che in parte è vero,in parte no perchè da anni ho imparato a onorare la mia parte Strega. E oggi cosa altro sono se non una Strega? Luna nera e sangue in arrivo. Ho imparato a onorare i cicli. Sangue in arrivo, luna nera, strega. E allora sto. Tessere è un fare diverso.Tiene bassa l’adrenalina e accompagna le intuizioni e i pensieri a non disperdersi. Ogni tanto prendo un appunto. Ogni tanto esco fuori a camminare sulla terra bagnata, curare qualche pianta, respirare lenta. E metto a posto pensieri e preoccupazioni.

Se tua figlia piange

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  Se io potessi dare una sola informazione alla madre che ha appena partorito è: La creatura piange quello che la madre tace. Bebè che piangono senza sosta, anche avendo il seno senza restrizioni, stando in fascia, avendo la madre a disposizione tutto il tempo, avendo la Jacuzzi in bagno, avendo musica classica e il suono dell’utero come sottofondo. Piangono senza sosta. Però loro non piangono davvero. Chi sta piangendo – dentro – è la madre, immersa nel caos del puerperio, con la privazione intensa di sonno e le difficoltà ad allattre. La madre tace il pianto e sopporta il peso dell’angoscia che il dare alla luce porta:la responsabilità, per tutta la vita, di prendersi cusa di un altro essere. La fine della donna che conosceva. La nascita di una nuova donna che è una completa sconosciuta. Tutto il peso che la nascita di una figlia comporta cade sulle nostre spalle. E lei tace. Il dolore è sotto silenzio perchè quasi nessuno comprende realmente il peso del puerpe

Cicatrici

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  Ho frequentato il corso di Armonizzazione Globale delle cicatrici con il Dott. David Kanner perchè sono doula.  Lavoro per accompagnare e sostenere le donne ad avere un parto fisiologico.  Ma quello che intorno accade è ,nella stragrande maggioranza dei casi, che la bambina sia portata alla luce tramite una operazione chirurgica. Insegno alle mamme a usare le fasce portabebè. Le sostengo durante l'allattamento. Nell'entrare nella loro intimità e nel registrare le loro storie mi accorgevo che mancava qualche tassello alle mie conoscenze e competenze. Madri motivatissime abbandonavano la fascia senza nenache darsi il tempo di sperimentarla. Madri innamoratissime davano il biberon alla bambina tenendola a distanza dal proprio corpo come fosse una bambola e la lasciavano nelle mani della prima persona disponibile. Storie estreme certo e le ricordo proprio per catturare l'attenzione. Storie che mi hanno sempre lasciato molto da pensare e svegliato la voglia di approfondire. Co

come sarà il mio parto?

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Non dimenticate mai che ogni mente è plasmata dalle esperienze più comuni. Dire che qualcosa è normale significa dire che è tra le cose che hanno dato il maggior contributo alla formazione delle nostre idee più elementari. Paul Valéry

Mani, cicatrici, fiori

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 Tanto tempo fa, ho perso quasi il conto, feci un lavoro molto bello e profondo accompagnta da Mareia Claudia Lange. Ero stata guidata da lei in sessioni di lavoro emotivo corporeo ma lei arricchiva la sua offerta di accompagnamento con incontri in cui lo strumento per accedere a parti più protette di noi era la danza Butoh. Il pomeriggio che sperimentai con lei questa pratica eravamo in pochi.Il silenzio era totale e i movimenti erano esasperatamente lenti. In questa lentezza ricordo di avere 'sentito' il mio corpo in un modo preciso e puntuale come mai prima di allora. Ricordo di avere contattato un senso profondo di percezione di me stessa, non intellettualizzato, solo esperito. Lei ci dava degli spunti, ogni tanto con musica, ogni tanto con parole.  A volte per me è difficile dare fede a ciò che il corpo racconta nel silenzio.Abituata a tanta testa, tanto ragionamento, tante cause ed effetto, le visioni, le intuizioni, i "è così ma non so perchè" sono sfide sempre

Mondo Mamma

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Essere Madre è un modo di pensare, di essere nel mondo, di prendersi cura del vivente. Qui e ora. Con amore incondizionato. Ci battiamo in mille modi per una cultura di pace, per salvare il pianeta, per tenerlo pulito e salvare le risorse ma in molti restano ancoràti a dei tabù, delle credenze profonde che propagandano una cultura di distacco, una ridicolizzazione dei bisogni profondi di cura, contatto, sicurezza, amore che l’essere umano manifesta a qualsiasi latitudine, sotto qualsiasi bandiera, a qualsiasi età ,sin dalla nascita. Sono anni che Michel Odent ci mette in guardia, dicendo che non riusciremo mai a cambiare il mondo  senza cambiare il modo di venire al mondo e io ci credo profondamente. Genevieve Vaughan, tempo fa, coniò per un congresso sulla economia del dono (sistema di economia a radice materna) una frase con un doppio senso intraducibile nella nostra lingua: aMother world is possible . Un’altro mondo è possibile gioca con Un mondo mamma è possibile . L’ho di

Libertà...programmata!

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Questa è una storia breve e semplice ma la voglio raccontare perchè scriviamo sempre i nostri momenti epici e invece io imparo molto dalle mie idiozie. Un giorno in cui volevo fare pulizia sono entrata nella casetta - forno-laboratorio e ho preso tutte le bustine di semi accumulate da secoli e anche abbastanza dimenticate da chissà quando.Decido, con il cuore leggero, scaldato dal sole primaverile, di fare una di quelle attività tanto rivoluzionarie e tanto cool insieme al mio bimbo di un anno e mezzo. Andiamo vicino al cumulo di terra, che usiamo per le talee e i trapianti, muniti di un bel secchio capiente. Amir è selvaggiamente nudo e io porto un po' di acqua e i semi e comincio a impastare e chiedo a lui di versare i contenuti delle bustine nell'impasto di fango.L'idea era di fare come delle palline di terra (anche senza argilla ) e bombardare la nostra terra con i semi....Cantiamo e ridiamo mentre impastiamo e con le mani sporche di fango facciamo le prime palle